ISSN 2704-8098
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  Articolo  
08 Ottobre 2026


La responsabilità omissiva dell’amministratore non esecutivo tra atipicità dei poteri impeditivi e ripetitività delle anomalie


Abstract. Il presente lavoro analizza la responsabilità omissiva degli amministratori non operativi nelle società di capitali, con particolare riferimento al fondamento e ai limiti della loro posizione di garanzia ai sensi dell’art. 40, comma 2, c.p. L’indagine prende le mosse dalla crisi dei modelli tradizionali di imputazione penale nelle organizzazioni societarie complesse, caratterizzate dalla frammentazione delle competenze gestorie e dalla distribuzione dei poteri decisionali. In tale contesto, la figura dell’amministratore non esecutivo pone una tensione strutturale tra ampiezza degli obblighi di vigilanza e limitatezza dei poteri impeditivi concretamente esercitabili. Particolare attenzione è dedicata al problema dell’atipicità dei poteri impeditivi e all’individuazione della condotta concretamente esigibile dal consigliere non operativo. In questa prospettiva, viene elaborato il modello della “atipicità governata”, fondato su criteri selettivi di concreta disponibilità del potere impeditivo, ragionevole efficacia impeditiva e proporzionalità dell’intervento rispetto ai segnali di rischio percepibili. L’analisi valorizza inoltre il ruolo della ripetitività delle anomalie gestionali quale criterio di concretizzazione progressiva dell’obbligo impeditivo e quale elemento rilevante nell’accertamento del nesso causale nelle omissioni improprie.

SOMMARIO: 1. La posizione dell’amministratore non esecutivo tra potere, controllo e responsabilità. – 2. La trasformazione dei doveri dell’amministratore non esecutivo. – 3. La posizione di garanzia dell’amministratore non operativo. – 4. La collegialità come limite della posizione di garanzia e l’assenza di poteri impeditivi diretti uti singulo. – 5. Tra obbligo tipico e poteri atipici. – 6. L’atipicità governata come modello di concretizzazione dell’obbligo impeditivo. – 7. La ripetitività dei comportamenti come criterio oggettivo di esigibilità dell’impedimento. – 8. La rilevanza causale della ripetitività delle anomalie. – 9. Conclusioni.

 

*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.