Pubblichiamo in allegato il comunicato stampa della Società Italiana di Criminologia (SIC) dal titolo I “criminologi mediatici” non sono criminologi, del 31 marzo 2026.
Come può leggersi nelle conclusioni del testo allegato, «La Società Italiana di Criminologia si dissocia pubblicamente e formalmente dall’attività dei criminologi mediatici e osserva come la stessa sia priva di fondamento scientifico. Queste attività non appartengono alla criminologia come disciplina accademica e di ricerca; alimentano la paura e l’aggressività collettiva verso gli accusati e i condannati in spregio al dettato costituzionale; si pongono in aperto contrasto con i valori fondamentali di una società che ha scelto di fondare la propria risposta al crimine sulla rieducazione e non sulla vendetta; e danneggiano la reputazione di una disciplina che ha una storia consolidata e meriti concreti nel campo della comprensione e del contrasto alla criminalità.
La SIC rinnova il proprio impegno a promuovere e divulgare una criminologia rigorosa, fondata sulla ricerca, rispettosa dei diritti di tutti i soggetti coinvolti nel fenomeno criminale — autori, vittime, comunità — e consapevole della propria responsabilità sociale e istituzionale. Una criminologia che non dimentica i cattivi, ma non li condanna: li studia, li comprende, e lavora perché il crimine diminuisca».