Nota a sentenza  
20 Maggio 2026


L’erta via della ridefinizione giurisdizionale delle pene sproporzionate. Il caso della diffamazione militare


Domenico Notaro

Cass. Sez. I, ord. 17 ottobre 2025 (dep. 21 ottobre 2025), n. 34344, Pres. De Marzo, rel. Toriello


AbstractLo scritto prende spunto da un’ordinanza con cui la Corte di cassazione ha rimesso all’attenzione della Corte costituzionale il compito di verificare la legittimità del trattamento sanzionatorio della diffamazione militare, implicante l’obbligatoria applicazione della pena detentiva. Tale richiesta è nuovamente avanzata dopo che negli scorsi anni analoghe obiezioni erano state sollevate con successo nei confronti della diffamazione comune. Per la diffamazione militare, tuttavia, la questione presenta aspetti peculiari in ragione dell’assetto normativo interessato. La vicenda proposta assume significato sia perché induce a riesaminare i rapporti – non sempre lineari – fra le scelte incriminatrici compiute dal legislatore in ambito comune e quelle effettuate in ambito militare, sia perché consente di sondare l’evoluzione che negli ultimi anni si è registrata circa criteri e portata del sindacato esperibile dalla Corte costituzionale sulle norme penali che denotino difetti di ragionevolezza anche sotto il profilo della sproporzione del trattamento sanzionatorio ai valori tutelati.

SOMMARIO: 1. La vicenda de qua: l’imputazione del delitto di diffamazione militare. – 2. L’esclusione dell’esimente del diritto di critica. – 3. La questione di legittimità costituzionale dell’art. 227 c.p.m.p. – 4. Le prospettive di ridefinizione del trattamento sanzionatorio del delitto di diffamazione militare. I precedenti significativi. – 4.1. La questione in discussione e le possibili soluzioni.

 

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.