Abstract. Il presente contributo confronta la legge francese n. 2026-794 del 18 agosto 2026, che istituisce un vero e proprio “droit à l’aide à mourir” di fonte legislativa, con il quadro italiano in materia di fine vita, pressoché integralmente costruito dalla giurisprudenza costituzionale a partire dall’ordinanza n. 207 del 2018 sino alla sentenza n. 152 del 2026. Si sostiene come la legge francese dimostri, nei fatti, la superabilità del requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale – da tempo censurato come assiologicamente incoerente –, e si rivolge al legislatore italiano un rinnovato appello affinché traduca finalmente in legge organica i moniti reiterati dalla Corte costituzionale.
SOMMARIO: 1. Due modelli a raffronto. – 2. La legge organica francese e il droit à l’aide à mourir. – 3. I requisiti di accesso: cinque condizioni (altamente selettive). – 4. Il nodo del trattamento di sostegno vitale: la clausola superata a Parigi. – 5. Auto- ed etero-somministrazione: una ulteriore frattura. – 6. Procedura, collegialità e – soprattutto – tempi certi. – 7. Le cure palliative come pre-requisito, non come alternativa. – 8. Clausola legata all’obiezione di coscienza e obblighi del sistema sanitario: un punto di convergenza. – 9. Conclusioni: il Parlamento assente e la lezione (mancata) per l’Italia.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.



Roberto D'Andrea