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03 Agosto 2026


Guardare altrove per comprendere sé stessi: La comparazione come lampada magica per ripensare la legalità penale


Lo scritto pubblicato in allegato segue, a distanza di qualche tempo, la relazione presentata dall'Autore al Convegno biennale dell’Associazione Silvia Sandano, tenutosi a Roma nel giugno 2022, e pubblicata con il titolo Legislazione penale e metodo comparatistico nel volume curato da C.E. Paliero, V. Mongillo e R. Bartoli, La scienza della legislazione penale. Recenti riforme ed istanze di razionalizzazione, Napoli, 2024, pp. 131-146. L’argomento è qui completamente ripensato e notevolmente sviluppato, anche in vista di un contributo destinato agli Studi in onore del professore e magistrato argentino Carlos Mahiques, di prossima pubblicazione.

L'autore raccoglie in queste pagine riflessioni maturate negli ultimi anni, anche in occasione di incontri e conferenze tenuti presso varie Università statunitensi. Di qui la versione in lingua inglese, che si allega. Il saggio, tuttavia, non costituisce soltanto un’occasione per riassumere e sviluppare temi di diritto penale comparato che l'A. frequenta da anni. Nelle pagine che seguono prova infatti a collegare lo studio della comparazione con il filone di ricerca al quale si dedica da circa un decennio: quello del “rendering espressivo” e, più in generale, dell’estetica dell’ingiusto penale. Ha avviato questa indagine in M. Papa, Fantastic Voyage. Attraverso la specialità del diritto penale, 2° ed., Torino 2019 e l’ho sviluppata in vari saggi, l’ultimo dei quali è M. Papa, “A que será que se destina?” “A cosa è destinata?” Prospettive dell’intelligenza artificiale nel diritto penale contemporaneo, pubblicato in questa Rivista 11 maggio 2026.

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AbstractIl saggio muove dal dibattito sulla trasformazione della legalità penale e propone di ripensare il ruolo della comparazione come strumento di conoscenza del proprio ordinamento. La comparazione non è intesa come semplice ricognizione di soluzioni straniere, ma come metodo capace di rendere visibili, attraverso le differenze, le strutture profonde della normatività penale. L’indagine si sviluppa lungo due direttrici. La prima riguarda i formanti espressi e analizza le diverse poetiche legislative attraverso cui gli ordinamenti rappresentano l’illecito, considerando la fattispecie incriminatrice come “forma simbolica” e racconto paradigmatico del fatto vietato. La seconda esplora i formanti criptici: procedure, prassi, assetti organizzativi, culture professionali e fattori di “rumore” che incidono concretamente sull’ascrizione della responsabilità. Ne emerge l’esigenza di una nuova poetica legislativa, capace di coniugare comprensibilità, plasticità e funzione garantista senza ignorare le forze, spesso invisibili, che governano il funzionamento reale della giustizia penale.

SOMMARIO: 1. Trasformazioni del diritto penale e dibattito sulla “nuova legalità”. – 2. A different way forward. – 3. “Γνῶθι σαυτόν”: le potenzialità dirompenti della comparazione penalistica. – 4. La comparazione come strumento conoscitivo della normatività: espressa ed occulta. – 5. La comparazione dei formanti espressi. Fattispecie, stili di rendering e poetiche legislative. – 5.1. Stili di rendering e poetiche legislative. – 5.2. La fattispecie come “forma simbolica” dell’illecito. – 5.3. La crisi della fattispecie e il rinnovamento degli stili normativi. – 6. La comparazione dei formanti criptici. Strutture, procedure e normatività sommersa. – 6.1. Giustizia e “rumore”: l’acufene del penalista. – 7. Quale poetica per il legislatore penale?